Coda - Stanotte si vola

febbraio 01, 2011

E questo è quanto.
Sono a circa trecento metri da terra.
Alle mie spalle si addensano nubi nere, e il vento mi spinge verso i picchi innevati delle Alpi.
La campagna di sotto è immobile.
Libby per ora regge.
La perdita di elio è stabilizzata.
Il motore di sinistra è inutilizzabile.
La manovrabilità è quella di una balena spiaggiata.
Ma se non si hanno grandi velleità di controllo - ed io ormai non ne ho - e se lasciarsi portare dal vento è ok - e per me è ok - allora non ci si può lamentare.
Ho venti pasti in cambusa pronti per il microonde - tagliolini speck e zafferano, spezzatino e patate, panna cotta.
Anche una manciata di pasti vegetariani.
Posso pasteggiare a Perrier per quasi un mese.
Ho coperte con il logo della Zeppelin per ripararmi dal freddo.
Il netbook è connesso al transponder e da lì ad un vecchio servizio dial-up.

Ma non credo ci saranno altri messagi.
Mi aspettano giorni monotoni e poi, chissà, un breve lampo di azione frenetica.
Come diceva quel tale, non è la caduta che ti ammazza.
È la fermata improvvisa.
Ma per ora, stanotte si vola.
Questa è la Faina, che passa.
E chiude.




Stanotte voliamo, sopra le case, le strade e le piante, sopra ai cani là sotto, che abbaieranno alle nostre ombre, mentre noi galleggiamo sulla brezza.
Stanotte voliamo, sopra ai comignoli, gli abbaini e le tegole, guardando in tutte le vostre vite, e domandandoci perché la felicità sia così difficile da trovare.

Sopra al dottore, sopra al soldato, sopra al contadino, sopra al bracconiere, sopra al predicatore, sopra al giocatore d'azzardo, sopra all'insegnante, sopra al vagabondo, sopra all'avvocato, sopra al ballerino, sopra al guardone, sopra al costruttore ed al distruttore
Sopra le colline e lontano da qui.

Stanotte voliamo, sopra le montagne, la spiaggia ed il mare, sopra gli amici che abbiamo conosciuto, e quelli che ora conosciamo, e quelli che dobbiamo ancora incontrare.

E quando moriremo, oh saremo poi così delusi o tristi, se il paradiso non dovesse esistere, cosa ci saremmo poi persi?
Questa è la miglior vita che abbiamo mai avuto.
[Neil Hannon]

4 commenti:

marina ha detto...

Bel post. La parte che preferisco? La chiusura e la canzone, perfetta.
Grazie!

Faina Solitaria ha detto...

Grazie a te.
La canzone in effetti è perfetta - con il brindisi, il ringraziamento e qul "This is the end!" che ci sta semplicemente a penello.
Impossibile non utilizzarla.

gip76 ha detto...

ciao Faina, buon volo.

Uno dei migliori sopravvissuti.
Bel ritmo, un certo cinismo, uno molto preciso dei mezzi multimediali.

E soprattutto un certo rigore, anche scientifico (che da matematico ho molto apprezzato. Il link all'articolo sugli zombies era fantastico)

Qualche mistero non svelato (la vecchia a casa di alfredo) e una chiusa fantastica, in volo..

Comlplimenti!

Faina Solitaria ha detto...

Grazie.
Sono felice che il link alla matematica degli zombie sia piaciuto.
In effetti, era troppo ghiotto per non inserirlo...